Vivi Torino

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Eventi

Mostre Viaggio dedicato alla nascita dell’automobile e alle innovazioni tecniche alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

Viaggio dedicato alla nascita dell’automobile e alle innovazioni tecniche alla Palazzina di Caccia di Stupinigi

L’appuntamento venerdì 27 marzo in occasione della mostra “Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna”


In occasione della mostra Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna visitabile fino al 28 giugno nella Citroniera di Ponente della Palazzina di Caccia di Stupinigi venerdì 27 marzo è in programma un incontro dedicato alla nascita dell’automobile e alle innovazioni tecniche che segnarono il passaggio dalla carrozza ai primi veicoli a motore. Il racconto si intreccia con la figura di Margherita di Savoia che durante la sua permanenza a Stupinigi visse in prima persona questa fase di transizione. Attenta alle innovazioni e alle nuove tecnologie la Regina utilizzò sia le carrozze tradizionali sia le prime automobili diventando testimone e protagonista dei modelli di mobilità tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Possedeva anche la patente di guida e una scuderia di tredici automobili ciascuna identificata con il nome di un uccello: Palombella Falco Falchetto Sparviero Aquila Alcione Condor Allodola Stornello e altri. L’incontro è a cura di Davide Lorenzone Conservatore e Responsabile del Centro di Conservazione e Restauro del Mauto Museo Nazionale dell’Automobile in dialogo con Marta Fusi direttrice della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

 dal: 18 mar, 2026 al: 28 mar, 2026
Mostre I 63 scatti capolavoro di Nick Brandt in esposizione alle Gallerie d’Italia di piazza San Carlo

I 63 scatti capolavoro di Nick Brandt in esposizione alle Gallerie d’Italia di piazza San Carlo

In mostra dal 18 marzo al 26 settembre le opere del progetto The Day May Break


Intesa Sanpaolo presenta alle Gallerie d’Italia Torino dal 18 marzo al 6 settembre 2026 la mostra Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno a cura di Arianna Rinaldo un progetto espositivo dedicato a uno dei più importanti fotografi contemporanei attivi sui temi della crisi climatica e della distruzione ambientale. Avviata nel 2020 in piena pandemia The Day May Break è una serie globale in quattro capitoli che segna una nuova fase nella ricerca di Brandt. Il progetto ricalibra l’attenzione dell’artista su persone animali e ambienti colpiti dalla distruzione ambientale in aree del mondo che risultano tra le meno responsabili del collasso climatico ma che ne subiscono in modo sproporzionato le conseguenze. Per la prima volta alle Gallerie d’Italia Torino tutti e quattro i capitoli di The Day May Break sono presentati insieme in un percorso immersivo di 63 immagini di grande formato che restituisce una visione al tempo stesso dura e poetica di ciò che resta e di ciò che nonostante tutto può ancora offrire speranza. Il quarto capitolo della serie è stato commissionato da Intesa Sanpaolo a conferma dell’impegno della Banca sui temi della sostenibilità della responsabilità sociale e della cultura come strumento di consapevolezza. Michele Coppola Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo e Direttore Generale Gallerie d’Italia afferma: Le Gallerie d’Italia tornano a parlare di cambiamento climatico con un grande progetto di Nick Brandt. Presentiamo in anteprima a Torino la quarta tappa di un viaggio che per la prima volta viene svelato integralmente al pubblico. Quattro capitoli emozionanti che grazie alla bellezza e alla monumentalità di potentissime immagini aiutano a comprendere meglio le conseguenze della crisi climatica senza rinunciare a una possibile luce alla fine del giorno . Il museo di Piazza San Carlo continua ad ospitare lavori originali collaborando con i più importanti fotografi internazionali.

 dal: 17 mar, 2026 al: 17 ago, 2026
Mostre “Donna in blu che legge una lettera “ di Vermeer per la prima volta a Torino

“Donna in blu che legge una lettera “ di Vermeer per la prima volta a Torino

L’esposizione del capolavoro del ‘600 dal 5 marzo al 29 giugno 2026 a Palazzo Madama


Primo Incontro con il capolavoro a Palazzo Madama dal 5 marzo al 29 giugno 2026 con l’esposizione della Donna in blu che legge una lettera di Vermeer proveniente dal Rijksmuseum di Amsterdam. Si tratta di un nuovo ciclo espositivo dedicato ai grandi protagonisti della storia dell’arte antica e moderna. Per la prima volta Torino accoglie un dipinto di Vermeer: un’occasione straordinaria che offre al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con uno dei vertici assoluti della pittura europea del Seicento. Non semplici prestiti eccellenti ma veri e propri progetti di approfondimento scientifico e culturale costruiti come dispositivi narrativi capaci di generare conoscenza stimolare il dialogo interdisciplinare e aprire nuove prospettive di lettura del patrimonio. L’esposizione propone una lettura di Vermeer e della sua opera non solo come maestro della luce e degli interni domestici ma come autore di una autentica pittura mentale esito di una rivoluzione ottica e concettuale che attraversa la cultura olandese del Seicento. Descrizione dell’opera: Interno giorno. Una giovane donna di profilo in abito da casa è intenta a leggere una lettera che stringe con entrambe le mani. Nella stanza si diffonde una luce fredda azzurrata forse filtrata da una finestra invisibile. Gli arredi sono essenziali: qualche sedia di legno scuro con borchie in ottone un tavolo coperto da un drappo sul quale sono appoggiate una collana di perle un foglio forse un’altra lettera e una cassetta aperta come se fosse appena stata rovistata. La ragazza che porta i capelli raccolti sembra incinta come suggeriscono la morbida rotondità del ventre e la casacca blu una beddejak una giacca da letto chiusa da piccoli fiocchi dello stesso colore. Alle sue spalle il muro è in parte coperto da una grande cartina geografica. La protagonista è completamente assorta nella lettura l’osservatore è escluso da questa scena privata sospesa in un silenzio denso. Nulla viene rivelato tutto resta trattenuto: le domande si affacciano senza trovare risposta. Cosa contiene quella lettera? Chi l’ha scritta? E perch la giovane stringe il foglio con così tanta forza?

 dal: 5 mar, 2026 al: 12 dic, 2026
Mostre “Edward Weston. La materia delle forme”, Camera inizia alla grande la sua stagione 2026

“Edward Weston. La materia delle forme”, Camera inizia alla grande la sua stagione 2026

La mostra dedicata al grande fotografo americano, maestro del Novecento, in programma dal 12 febbraio


Dal 12 febbraio 2026 gli spazi di Camera Centro Italiano per la Fotografia di Torino accoglieranno Edward Weston. La materia delle forme la grande mostra organizzata da Fundaci n Mapfre in collaborazione con CameraTorino che dopo le tappe di Madrid e Barcellona approda per la prima volta in Italia. Con una selezione di 171 immagini molte delle quali vintage il percorso espositivo curato da S rgio Mah si configura come un’ampia antologia che ripercorre tutte le fasi della produzione di Edward Weston Illinois 1886 California 1958 e presenta una selezione delle prime edizioni dei libri pubblicati dall’autore nel corso della sua vita. Arricchisce la visita anche il cortometraggio The Photographer del regista Willard Van Dyke 26’ Stati Uniti 1948 per uno sguardo ravvicinato sull’ultimo periodo di attività di Weston che mette in luce il suo metodo di lavoro e il processo creativo. L’esposizione propone così una visione articolata ed estesa sull’eredità di una delle figure di spicco della fotografia moderna nordamericana. Un corpus che si pone come un contrappunto estetico e concettuale al modernismo delle prime avanguardie fotografiche europee. La mostra ripercorre l’evoluzione della ricerca fotografica di Edward Weston a partire dai primi lavori di impronta pittorialista caratterizzati da vedute impressionistiche temi pastorali ritratti espressivi e da un uso morbido della messa a fuoco e delle ombre. In questa fase iniziale emerge già il suo interesse per la fotografia come linguaggio creativo autonomo. I soggiorni in Messico tra il 1923 e il 1926 rappresentano una svolta fondamentale: qui Weston amplia il proprio repertorio tematico e si allontana definitivamente dal pittorialismo consolidando uno stile basato sul rigore tecnico formale e compositivo. Matura la consapevolezza che l’essenza della fotografia risieda nel momento dello scatto e nella capacità di osservare e scegliere trasformando soggetti comuni in immagini di forte intensità visiva.

 dal: 11 feb, 2026 al: 11 mag, 2026
Mostre Ultimi giorni per visitare la mostra “Jeff Wall. Photographs” alle Gallerie d’Italia

Ultimi giorni per visitare la mostra “Jeff Wall. Photographs” alle Gallerie d’Italia

In piazza San Carlo le 27 opere tra le più importanti della fine degli anni Ottanta


Alle Gallerie d’Italia Torino domenica 1 febbraio è l’ultimo giorno per visitare la grande mostra Jeff Wall. Photographs curata da David Campany. Jeff Wall è uno dei più significativi e influenti artisti fotografici oggi in attività: da oltre 40 anni si muove tra la messa in scena spettacolare e l osservazione documentaria realizzando immagini che esplorano ogni aspetto della società contemporanea. Jeff Wall Vancouver 1946 è uno dei più significativi e influenti artisti fotografici oggi in attività. Presentate a grandezza naturale le sue immagini sono tra le opere più celebri dell arte contemporanea. In mostra 27 opere tra le più importanti della fine degli anni Ottanta fino ai quadri più recenti ripercorrono lo sviluppo a più livelli del suo linguaggio artistico. Nel suo impegno per un arte della vita quotidiana Wall affronta le principali questioni sociali e politiche esplorando i modi complessi in cui esse plasmano le nostre vite. Le tematiche legate alla natura alla guerra al genere alla razza e alla classe permeano i suoi quadri che sono spesso enigmatici esattamente come le questioni da cui sono ispirate. La sua arte è influenzata dal lavoro di molti grandi fotografi e pittori ma anche dalla letteratura e dal cinema in particolare dal neorealismo italiano con il suo alternarsi di vita mondana e dramma.

 dal: 30 gen, 2026 al: 2 feb, 2026
Mostre Ecco le grandi mostre della Terza Risonanza della Galleria di Arte Moderna da Torino

Ecco le grandi mostre della Terza Risonanza della Galleria di Arte Moderna da Torino

Protagonista d’eccezione “Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni”


Con la Terza Risonanza in programma dal 29 ottobre 2025 al 1 marzo 2026 la Gam di Torino prosegue il suo percorso di indagine sui linguaggi dell’arte articolando un nuovo nucleo tematico che esplora l’incontro tra incanto sogno e inquietudine. L’incanto a cui qui si fa riferimento non è mai pacificato n puramente estetico: si alimenta di ambiguità di slittamenti percettivi di quelle crepe sottili che si aprono nella superficie del reale e ne svelano il lato più fragile misterioso o perturbante. Simbolo della Terza Risonanza la collettiva dal titolo Notti. Cinque secoli di stelle sogni pleniluni a cura di Fabio Cafagna ed Elena Volpato ripercorre la rappresentazione del notturno nell’arte figurativa dall’inizio del XVII secolo fino alla contemporaneità. L esposizione presenta un centinaio di opere provenienti da prestigiose istituzioni pubbliche e collezioni private d’Europa delle quali un nucleo consistente è parte delle collezioni della GAM. Figurano in mostra opere e documenti che hanno segnato la storia dell’arte e della scienza dal Seicento a oggi. Tra i principali nomi di riferimento: Galileo Galilei Maria Clara Eimmart Giuseppe Antonio Petrini Jules C sar Denis Van Loo Joseph Wright of Derby Antonio Canova Francisco Goya Giuseppe Pietro Bagetti Giovanni Battista De Gubernatis Ippolito Caffi Victor Hugo Odilon Redon Franti ek Kupka Franz von Stuck Wenzel Hablik Giacomo Balla Paul Klee Alberto Martini Giorgio de Chirico Alberto Savinio Felice Casorati Arturo Martini Pablo Picasso Marc Chagall Joseph Cornell Jackson Pollock Louise Nevelson Fausto Melotti Osvaldo Licini Sergio Romiti Titina Maselli Giulio Paolini Michelangelo Pistoletto Gino De Dominicis Vija Celmins Thomas Ruff Merlin James David Schutter. Si continua con l’omaggio a Linda Fregni Nagler Stoccolma 1976 a cura di Cecilia Canziani. L’artista utilizza il mezzo fotografico intrecciando ricerca collezionismo e un’indagine profonda sulla materialità dell’immagine. La sua pratica riflette sulle convenzioni iconografiche sui clich visivi e sull’uso delle immagini anonime costruendo dispositivi narrativi capaci di generare nuove riflessioni sul presente. Nell’isolare e conservare frammenti del visibile le immagini fotografiche raccontano la storia dello sguardo: testimoniano non solo ciò che mostrano ma anche i diversi modi in cui nel tempo abbiamo osservato il mondo. Nella fotografia presenza e assenza visibile e invisibile si inseguono rendendo ogni immagine un luogo di riflessione memoria e immaginazione. E ancora un’ampia antologica di Elisabetta Di Maggio a cura di Chiara Bertola e Fabio Cafagna a Lothar Baumgarten artista scomparso nel 2018 Intruso del 2025 infine è l’artista Davide Sgambaro.

 dal: 28 ott, 2025 al: 7 apr, 2026
Mostre “News from the Near Future” per trent’anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

“News from the Near Future” per trent’anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

La mostra che si aprirà il 28 ottobre in corso anche al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino


Dal 28 ottobre 2025 all’8 marzo 2026 in occasione del trentesimo anniversario della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo viene presentata News from the Near Future una grande mostra collettiva che celebra trent’anni di impegno nella promozione dell’arte contemporanea a cura di Bernardo Follini ed Eugenio Re Rebaudengo. Allestita in due sedi negli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino la mostra ripercorre tre decenni di ricerca artistica attraverso una selezione di opere provenienti dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo. Iniziata nel 1992 dal 1995 è entrata in una relazione di stretta reciprocità con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo assumendo lo statuto e il ruolo di strumento di ricerca. Oggi la Collezione rispecchia la storia delle mostre dell’istituzione tracciando una delle possibili storie dell’arte dagli anni Novanta a oggi con antecedenti nei decenni precedenti. Negli spazi della Fondazione sono confrontate opere storiche e lavori recenti o mai presentati ai pubblici insieme a una sezione archivio dedicata alla storia dei trent anni della Fondazione attraverso documenti materiali mediali video immagini e opere. La sezione ospitata negli spazi del Museo Nazionale dell’Automobile ricostruisce genealogie che connettono la storia dell’arte recente alla storia della Fondazione attraverso opere iconiche della Collezione in un percorso che enfatizza dialoghi discendenze e frizioni. Più di cento opere realizzate dalle artiste e dagli artisti più rappresentativi del percorso dell’istituzione esplorano lo sviluppo del linguaggio e dei media artistici attraverso un ampio arco temporale: il video e la videoinstallazione da Doug Aitken e Steve McQueen a Ian Cheng la scultura da Urs Fischer a Berlinde De Bruyckere e Andra Ursuta l’installazione da Tobias Rehberger ad Adrian Villar Rojas la fotografia da Cindy Sherman a Wolfgang Tillmans la pittura da Glenn Brown a Tauba Auerbach e Ambera Wellmann. La mostra non è un racconto cronologico ma un archivio visivo affettivo e concettuale costruito nel tempo attraverso mostre committenze collaborazioni istituzionali residenze progetti formativi ed educativi.

 dal: 26 ott, 2025 al: 24 mag, 2026
Mostre Tullio Deorsola, omaggio al fotografo scomparso nel 2023 nella mostra dal titolo “365”. Si parte il 27 ottobre

Tullio Deorsola, omaggio al fotografo scomparso nel 2023 nella mostra dal titolo “365”. Si parte il 27 ottobre

La location è decisamente originale, gli spazi di 515, l'agenzia creativa di via Mazzini 40


Avrebbe compiuto 60 anni quest anno il fotografo Tullio Deorsola scomparso prematuramente nel 2023. Per questo la sua Torino nella Settimana dell arte contemporanea dal 27 ottobre lo omaggia con una mostra unica e originale 365 . Raccoglie le 365 foto che Deorsola ha scattato nel 2011: uno scatto al giorno realizzato allora per la figlia lontana residente negli Usa. La location è decisamente originale gli spazi di 515 l agenzia creativa di via Mazzini 40 che alcuni torinesi hanno scoperto in occasione di Open House ed è già stata in passato contenitore di iniziative artistiche e culturali: le pareti del grande spazio principale del creative lab faranno da contenitore alla mostra. L inaugurazione lunedì 27 ottobre alle 18 30 apertura con ingresso gratuito dal martedì 28 a venerdì 31 ottobre con orario 10 30 13 30 e 15 20. Sabato 1novembre la mostra aderisce alla Notte delle Arti contemporanee con apertura speciale 17 22. Tra i 365 scatti ci sono molti scorci di Torino ma anche un particolare delle caramelle Grether s Pastilles ad esempio e poi paesaggi di montagna e dettagli come un caffè espresso o i medicinali assunti quella mattina. Tullio scattava ciò che catturava la sua attenzione quel giorno: questo è dunque un racconto di vita una testimonianza spiega Barbara Brondi che gestisce l archivio Deorsola. Il titolo dalla mostra 365 è quello che Deorsola aveva scelto per salvare sul suo pc il lavoro: ogni giorno scattava una foto ogni sera la mandava alla figlia. Di 365 nel 2012 aveva scritto: È per ora l unica cosa tangibile con la quale lascio un modo per essere interpretato e per cercare di penetrare l interesse di una figlia alla quale voglio un bene immenso ma della quale sono all oscuro di tutto . Negli spazi di 515 che in passato furono una fabbrica di flipper e poi una galleria d’arte la mostra è la scintilla per un progetto molto più ambizioso. C è anche un lato benefico: chiunque potrà infatti acquistare una copia di una delle immagini esposte del giorno che preferisce. Il ricavato servirà a valorizzare organizzare e digitalizzare tutto l immenso patrimonio dell Archivio Deorsola. È la seconda iniziativa che Torino dedica a Deorsola dopo la sua morte: a giugno 2024 Camera Centro Italiano per la fotografia aveva raccolto e presentato 24 fotografie appartenenti alla serie Night Shift .

 dal: 16 ott, 2025 al: 16 dic, 2025
Mostre Il “divino” Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte

Il “divino” Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte

La mostra al secondo piano della Galleria Sabauda da sabato 11 ottobre


Dall’11 ottobre 2025 al 18 gennaio 2026 nello Spazio Scoperte al secondo piano della Galleria Sabauda la mostra Il divino Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte rende omaggio al pittore emiliano in occasione dei 450 anni dalla sua nascita. La rassegna curata da Annamaria Bava e Sofia Villano presenta oltre venti opere tra dipinti disegni e incisioni che documentano le diverse fasi della carriera del pittore dagli anni giovanili alla piena maturità. Al nucleo di opere provenienti dalle collezioni dei Musei Reali si aggiungono tre significativi prestiti dal territorio piemontese e dal Mus e des Augustins di Tolosa. L’esposizione illustra l’apprezzamento della corte sabauda fin dalla nascita delle collezioni ducali per la pittura classicista bolognese e nello specifico per l’arte di Guido Reni 1575 1642 che già i suoi contemporanei chiamavano il divino Guido . Lo stile di Guido Reni composto e luminoso incentrato sull’armonia delle forme e sulla celebrazione di una bellezza ideale desunta dai modelli scultorei dell antichità e dall’arte sublime dei grandi maestri del Rinascimento.

 dal: 10 ott, 2025 al: 20 gen, 2026
Mostre Il Museo del Cinema omaggia Claudia Cardinale in occasione della sua recente scomparsa

Il Museo del Cinema omaggia Claudia Cardinale in occasione della sua recente scomparsa

In mostra l’abito di “Il magnifico cornuto” film del 1964 diretto da Antonio Pietrangeli


Tra le attrici più amate del cinema italiano e internazionale Claudia Cardinale ha dato vita a personaggi che hanno incantato generazioni di spettatori. A suo agio tanto nel cinema d’autore quanto in quello di genere l’attrice è stata un’icona di eleganza e bellezza. In occasione della sua recente scomparsa il Museo vuole celebrarla attraverso l’esposizione di uno degli abiti indossati in Il magnifico cornuto film del 1964 diretto da Antonio Pietrangeli. Si tratta di un vestito da cocktail di shantung nero ornato con petali di seta indossato da Claudia Cardinale nella scena finale del film. È una creazione Nina Ricci Haute Couture e fu indossato dall’attrice anche in eventi pubblici. Il vestito non è soltanto un costume di scena ma porta con s la memoria di un set il racconto di una storia il ricordo di un’epoca con i suoi sogni e le sue contraddizioni. Nel film accanto a un grande Ugo Tognazzi la Cardinale racconta le sfumature della gelosia con ironia e intelligenza ritraendo fedelmente una borghesia sospesa tra tradizione e modernità. Un ruolo che ne mette in risalto la grande forza scenica con quella disinvolta eleganza che l’ha sempre contraddistinta. Nel 2019 il Museo Nazionale del Cinema si è aggiudicato l’abito a un’asta di Sotheby’s e con questa iniziativa il Museo intende restituire al pubblico non solo l’immagine di una grande attrice ma la presenza tangibile del suo lavoro lì dove cinema e realtà sembrano toccarsi. A fianco sono riprodotti alcuni scatti realizzati da Angelo Frontoni durante le riprese che ci restituiscono la naturale empatia che l’attrice sapeva suscitare. Grazie alla speciale collaborazione con il fotografo la presenza di Claudia Cardinale si prolunga negli scatti presenti nella mostra Pazza Idea fino al 9 marzo 2026 al Museo Nazionale del Cinema. È possibile ammirarla anche nella sezione permanente La Macchina del Cinema nella nicchia dedicata alla casa di produzione Titanus immortalata accanto ad Alain Delon sul set de Il Gattopardo.

 dal: 8 ott, 2025 al: 27 mar, 2026