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Paolo Fresu e il suo kind of MILES al Teatro Colosseo di Torino il 10 e 11 marzo

In questo spettacolo il trombettista sardo firma anche la drammaturgia, trovando un modo per avvicinarsi a Miles Davis

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  • dal: 9 marzo, 2026 al: 12 marzo, 2026

Paolo Fresu e il suo kind of MILES al Teatro Colosseo di Torino il 10 e 11 marzo
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Paolo Fresu e il suo kind of MILES al Teatro Colosseo di Torino il 10 e 11 marzo

In questo spettacolo il trombettista sardo firma anche la drammaturgia, trovando un modo per avvicinarsi a Miles Davis

Paolo Fresu, probabilmente il musicista jazz italiano più conosciuto e apprezzato nel mondo, ha trovato un modo per avvicinarsi a Miles Davis senza fingere di poterlo contenere: non un'imitazione, non un omaggio decorativo, ma un dialogo tra due musicisti che non si sono mai incontrati di persona nel segno della libertà
kind of MILES arriva al Teatro Colosseo di Torino per due serate, martedì 10 e mercoledì 11 marzo, con uno spettacolo chiude una trilogia che il trombettista sardo ha costruito insieme al Teatro Stabile di Bolzano nel corso degli anni, dopo Tempo di Chet dedicato a Chet Baker e Tango Macondo. Tre spettacoli, tre ritratti di musicisti che hanno cambiato il corso della musica del Novecento, tre modi di fare teatro attraverso il jazz. «Chet Baker e Miles Davis sono stati i miei artisti di riferimento», ha detto Fresu. «Miles ci ha insegnato ad andare sempre avanti». In questo spettacolo Fresu firma anche la drammaturgia, intrecciando ricordi autobiografici, soprattutto l'apprendistato jazzistico a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta con la ricostruzione di un universo sonoro che non smette di essere attuale.
👉 Sul palco si fronteggiano due formazioni che rispecchiano le due anime della carriera davisiana: un gruppo acustico — Fresu alla tromba e flicorno, Dino Rubino al pianoforte e Fender Rhodes, Marco Bardoscia al contrabbasso, Stefano Bagnoli alla batteria, e un gruppo elettrico, con Bebo Ferra alla chitarra, Filippo Vignato al trombone e multieffetti, Federico Malaman al basso e Christian Meyer alla batteria. Non è una divisione casuale: è una mappa sonora che ripercorre il viaggio di Davis dalle prime registrazioni bop con Charlie Parker fino alla svolta elettrica di Bitches Brew, passando per il quintetto leggendario, le collaborazioni con Gil Evans, e il mondo pop di Time After Time. Il repertorio si muove tra standard del canone jazzistico — Autumn Leaves, 'Round Midnight, Summertime, Porgy and Bess — e composizioni originali firmate dagli stessi musicisti in scena.

Comments :
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    Lorenzo Peterson
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    15th August, 2019 at 05:44 pm
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      17th August, 2019 at 01:25 pm
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